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domenica 10 dicembre 2017

POLICORO. IL TENTATIVO DI SCIPPO IN PIENO CENTRO E LA BRUTTA CADUTA. ADESSO INSEGNANTE IN PENSIONE E' RICOVERATA AL SAN CARLO DI POTENZA

VIA SIRIS

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10.12.17

POLICORO – Grave episodio di cronaca nera nel centro del Metapontino. Un tentativo di scippo avvenuto in pieno centro, in via Siris, il corso principale della città jonica, quello dello shopping, è costato alla vittima prima un accesso al pronto soccorso dell'ospedale Giovanni Paolo II e poi, dopo il trasferimento in eliambulanza, il ricovero in neurochirurgia al San Carlo di Potenza. L'inquietante episodio di criminalità si è verificato attorno alle ore 19 del 4 dicembre scorso anche se la notizia è trapelata soltanto ieri. Agli stessi carabinieri della locale Compagnia, infatti, non lontana fisicamente dal luogo del tentativo di rapina, la denuncia non è arrivata subito dopo l'evento per effetto della sua dinamica. Il fatto è, da quel che abbiamo potuto appurare, che la donna, insegnante in pensione, a passeggio con una collega, è stata improvvisamente fatta oggetto dello strattonamento della borsa che portava a tracolla. La resistenza che ha offerto al tentativo di scippo le è costata la caduta rovinosa per terra con la testa che ha battuto sul marciapiedi. Il rapinatore, definito di corporatura alta e che avrebbe agito con un complice, si è dato, naturalmente, alla fuga. Nell'immediatezza dell'accaduto, però, a prescindere dal turbamento emozionale, la malcapitata ex docente non ha accusato dolori o malesseri tali da consigliare il trasporto in ospedale. Tanto da tornare a casa. Ed è stato tra le mura domestiche che ha avvertito il malore che l'ha costretto all'accesso al pronto soccorso. Qui, dopo gli accertamenti del caso, la diagnosi: trauma cranico con emorragia cerebrale frontale e frattura dello scafoide. Una diagnosi che ha comportato il trasferimento immediato in codice rosso al San Carlo con ricovero in neurochirurgia. Secondo le informazioni raccolte ieri dal sindaco Enrico Mascia le condizioni della donna, non sottoposta ad intervento ma sotto stretta osservazione, sono ritenute soddisfacenti dai medici che l'hanno in cura. Sul piano delle indagini, tuttavia, gli uomini dell'Arma hanno raccolto la testimonianza dell'amica della vittima e sono in attesa di poter interrogare chi ha subito una così grave aggressione. A raccogliere le sue prime dichiarazioni sono stati gli agenti del Posto di Polizia di Stato del nosocomio potentino. Ovviamente l'ennesimo fatto di cronaca nera avvenuto nel centro jonico ha destato allarme nell'opinione pubblica.


IL SINDACO MASCIA: “SIAMO PREOCCUPATI. SCRIVERÒ AL PREFETTO”


POLICORO - “Lo scippo è un atto delinquenziale allarmante. Quanto poi è accaduto, con il ricovero in eliambulanza di una mia concittadina, lo aggrava di più”. Lo ha detto alla Gazzetta il sindaco Enrico Mascia (centrosinistra) a commento del tentativo di scippo avvenuto lunedì scorso nella centralissima via Siris. Un evento di criminalità che fa il paio con i colpi di arma da fuoco ed il ferimento di una persona esplosi il 22 settembre scorso in via Tristano. Senza che siano stati assicurati alla giustizia i colpevoli. “Chiederò un incontro agli inquirenti – ha aggiunto il primo cittadino – e, sulla scorta delle risultanze del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, scriverò una lettera con richiesta di notizie alla prefettura”.

OMICIDIO VINCENZO DE MARE. TRAFFICO DI RIFIUTI E DEPISTAGGI POI ARCHIVIAZIONE

VINCENZO DE MARE IN UN ARTICOLO SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10.12.17

Il 26 luglio del 1993 faceva molto caldo a Scanzano Jonico. Vincenzo De Mare, autotrasportatore della Latte rugiada spa e possessore di un podere dell’ex Ente riforma, pur vivendo con la famiglia a Policoro, stava arando con un trattore la parte più nascosta del fondo. L’omicida, secondo la ricostruzione dei carabinieri, era nascosto dietro un albero, fucile da caccia imbracciato, e gli si parò all’improvviso davanti. Esplose due colpi che colpirono De Mare in pieno. Solo attorno alle 23, la moglie Nicolina Di Nuzzo, deceduta il 14 aprile 2007 senza aver conosciuto il volto del killer del marito, rinvenne Vincenzo cadavere dopo aver bussato a porte rimaste chiuse. L'uomo era immobile sul suo trattore. Alle 2 della notte la rimozione della salma. Ed anche nelle indagini su questo ennesimo delitto irrisolto furono tante le lacune investigative, i depistaggi, i personaggi omertosi. Indagarono per primi i carabinieri di Policoro. Un pensionato fu accusato dell’omicidio. Movente? Dissidi sui confini dei poderi. Ma l’uomo fu scagionato e rimesso in libertà. Il fascicolo passò alla Polizia di Scanzano. L’ispettore Franco Ciminelli indagò sul lavoro della vittima. La pista dei traffici illeciti dei rifiuti tossici finì in un’informativa che arrivò al pm Vincenzo Autera con forte ritardo. Ciminelli, nel 1995, fu trasferito. Ed un suo superiore, Pietro Ostuni, fu sottoposto a procedimento giudiziario. Tuttavia, fu archiviazione. Il caso, però, fu riaperto dalla Direzione distrettuale antimafia nel 2005. Nell’ex centrale della latte Rugiada spa furono rinvenuti bidoni con sostanze chimiche. Il 26 aprile 2007 la notizia che cinque persone erano state iscritte nel registro degli indagati. Ma fu nuova archiviazione. Poi, l'accusa di false dichiarazioni al pubblico ministero contro un agricoltore di Scanzano Jonico condannato in primo grado ma con reato prescritto in appello.

L'OMICIDIO DI MARIO MILIONE. NESSUN CARNEFICE PER IL DELITTO E UNA LAPIDE SENZA LA DATA DI MORTE

LA LAPIDE DI MARIO MILIONE SENZA LA DATA DELLA MORTE

MARIO MILIONE

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10.12.17
 

Forse era ancora vivo Mario Milione, 37enne di Policoro, quando la Lancia Dedra nel cui bagagliaio era stato nascosto e dove fu ritrovato fu data alle fiamme tra il 15 ed il 19 ottobre 2004. Una morte atroce che grida giustizia contro i suoi carnefici ancora senza nomi e volti. L’auto con i poveri resti dell’uomo, marito e padre di due figli allora minori, fu rinvenuta in contrada Pantano, a Ginosa (TA), dopo il confine tra Basilicata e Puglia. Forse, un depistaggio. Sul posto intervennero i carabinieri di Castellaneta ed il pm Ida Perrone, della Procura di Taranto. Il prof. Luigi Strada, lo stesso del caso Sarah Scazzi, eseguì l’autopsia all’Istituto di medicina legale di Bari e scattò radiografie su quelle ossa annerite. L’unico dato certo è che non furono riscontrate lesioni da arma da fuoco. Solo l’analisi del dna confermò che quei resti erano di Milione. Ed il padre Salvatore rivelò di essersi recato dopo 7 giorni sul posto del ritrovamento e che raccolse alcune ossa del figlio lì abbandonate. La denuncia della scomparsa era stata effettuata dalla moglie, Angela Falcone, il 15 di quello stesso mese. Poi, il tragico ritrovamento. Gli inquirenti indagarono sulla via della droga tra Taranto ed il Metapontino. Ma Mario non era mai stato invischiato in storie di spaccio. E la sua lapide, nel cimitero di via Puglia, è ancora senza la data di morte. Sul marmo, la sua foto, una riproduzione della Pietà di Michelangelo, un riquadro con inciso “Amarti è stato facile dimenticarti impossibile”, la data di nascita, 18.11.1967. Perchè non c'è quella della morte? Perchè non è stato possibile stabilirla con esattezza. Salvatore dichiarò a più riprese “di avere forti sospetti su alcune persone come responsabili dell’omicidio di mio figlio. Sono disponibile a fornire il loro nomi alle forze dell’ordine ed ai magistrati”. Ma nessuno ha mai ritenuto di acquisire la sua testimonianza.

LA MORTE DI GIUSEPPE PASSARELLI. “FU SUICIDIO” MA L'ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA LIBERA SOSPETTA LA SPARATORIA

GIUSEPPE PASSARELLI

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10.12.17

Passarelli Giuseppe. Omicidio? A distanza di 20 anni dalla morte (nella caserma dei carabinieri di Cassano allo Jonio (CS) dove il 19enne nato a Policoro svolgeva servizio, ndr), il 24 marzo 1997, malgrado gli appelli della famiglia, che non ha mai creduto alla versione del suicidio e che da sempre cerca di svegliare coscienze che abbiano a cuore la ricerca della verità, nessuno riapre il caso”. Lo sostenne l'associazione Libera Basilicata in un comunicato nell'ultima ricorrenza del fatto di cronaca in cui chiese che “qualcuno cominci ad indagare su un caso archiviato tre volte come suicidio. Che si riaprano le indagini. Che si riesumi il corpo. Che si utilizzino le nuove tecniche che la scienza mette a disposizione. Che si approfondiscano le dichiarazioni dei commilitoni. Che si cerchi di capire perché la divisa del ragazzo fosse imbrattata di terra. Che si approfondisca l’esito dell’autopsia che mette in evidenza contraddizioni rispetto alle dichiarazioni rilasciate”. Ed ancora: “Vogliamo che si accerti se siano vere o meno quelle “voci di popolo” che parlano “di una sparatoria all’esterno della caserma quella mattina”. Ma non era finita. Libera: “Vogliamo che gli inquirenti verifichino la corrispondenza tra la pistola da cui è fuoriuscito il colpo e quella in dotazione a Giuseppe. Vogliamo che gli inquirenti decidano di comparare le schede di armamento degli altri carabinieri in servizio. Si potrebbe riaprire il caso grazie ad un nuovo elemento non preso in considerazione nell’inchiesta: l’inesistenza della scheda di armamento”. Infine, un appello che rilanciamo anche ora: “Sosteniamo i familiari e chiediamo a tutti, dai cittadini di Cassano, agli ex colleghi di Giuseppe, ai soccorritori degli ospedali di Castrovillari (CS) e di Cosenza, di contattarci a basilicata@libera.it per darci ogni elemento utile nel ricostruire cosa successe quel 24 marzo 1997”.

IL CASO. LUCA ORIOLI E MARIROSA ANDREOTTA. UN GIALLO DI 30 ANNI INTORNO ALLA MORTE DEI FIDANZATINI

OLIMPIA FUINA ORIOLI, IL GIORNO DELLA RIESUMAZIONE DELLE SALME, 17 DICEMBRE 2010, CON LA CRIMINOLOGA ROBERTA BRUZZONE

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10.12.17

Il caso dei “fidanzatini di Policoro” ebbe inizio il 23 marzo 1988. Luca Orioli, 20 anni, e Marirosa Andreotta, 22, furono trovati senza vita nella stanza da bagno della casa di lei. Non fu fatta l’autopsia. Seguirono 4 perizie. La prima parlò di una scarica elettrica scoccata da un caldobagno. Ma un magistrato dimostrò che era errata. La seconda diede la colpa ad un filo elettrico snastrato. Ma fu dimostrato, dal papà di Luca divenuto “investigatore”, deceduto senza conoscere la verità sulla morte del figlio, che in altre foto del tragico evento il filo era correttamente rivestito. La terza: avvelenamento da monossido di carbonio (CO) dallo scaldacqua del bagno. La quarta: duplice omicidio. Il 27 gennaio 1996 furono riesumate le salme. Ma l’apparecchio dei raggi x era rotto. La conclusione del 1977: morte da elettrocuzione. Nel giugno 2007, però, una nuova inchiesta aperta come filone di quella “Toghe lucane” dal pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, oggi sindaco di Napoli. Nel dicembre 2010 la nuova autopsia in un cimitero di Policoro assediato da cronisti. Il caso era esploso a livello mediatico. Nel giugno 2011, tuttavia, il prof. Franco Introna, il medico legale del caso Elisa Claps di Potenza, nella sua perizia riparlò di avvelenamento da CO. Da qui la richiesta di archiviazione della Procura di Matera e l'opposizione della famiglia Orioli per il tramite di Nino Marazzita, notissimo legale e volto tv, coadiuvato dal collega Ivan Iurlo. Ma il gip Rosa Bia archiviò il procedimento. Marazzita sostenne: “Il caso non è chiuso. Impugnerò il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione perchè c'è qualche violazione di legge nel dispositivo del magistrato”. Sul piano legale la vicenda finì nel 2013. Non sul piano dell'impegno della madre di Luca, Olimpia Fuina Orioli, divenuta ambasciatrice in Italia della ricerca di verità e giustizia sulla morte del figlio.

CRONACA. POLICORO. “GIORNATA DEL RICORDO”, IL 23 MARZO 2018, PER NON DIMENTICARE I DELITTI IRRISOLTI. IL SINDACO MASCIA ACCOGLIE LA PROPOSTA DI D'ALESSANDRO E DI PIERRI (POLICORO FUTURA)

OLIMPIA FUINA ORIOLI DAVANTI AL TRIBUNALE DI MATERA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10.12.17
Il Comune di Policoro istituirà ufficialmente la “Giornata del ricordo” sui delitti irrisolti che riguardano suoi concittadini. Il sindaco Enrico Mascia (centrosinistra) ha fatto sua la proposta del gruppo politico Policoro futura, tramite Gianni D'Alessandro ed il consigliere comunale Gianni Di Pierri. Al centro dell'evento il caso dei “fidanzatini” Luca Orioli e Marirosa Andreotta, rinvenuti senza vita nella casa di lei in circostanze oggetto di depistaggi e false perizie; gli omicidi senza colpevoli di Vincenzo De Mare e Mario Milione; il suicidio “sospetto” del carabiniere Giuseppe Passarelli. Ma ecco Mascia: “Sono d'accordo con D'Alessandro e Di Pierri. La comunità non deve dimenticare queste “macchie” che riguardano tutta la città. Macchie da lavare al più presto anche se sono passati tantissimi anni. Sono sicuro che le forze dell'ordine sono sempre impegnate su questi tragici fatti di cronaca nera”. Si potrebbe istituire la manifestazione il 23 marzo, ricorrenza, e nel 2018 sarà il trentennale, del rinvenimento dei corpi di Luca e Marirosa? “Si. Mi hanno proposto anche di invitare Olimpia Fuina, la madre di Luca, e sono d'accordo anche su questo: dare voce a questa mamma qui dove si è verificata la vicenda e dove lei ha vissuto con la famiglia per tanto tempo”. Olimpia ha ricevuto cittadinanze onorarie in due Comuni del Piemonte, nel 2016 ad Alpignano (TO) e nel 2017 a Caselette (TO), e la città di Massafra ha intitolato a Luca il suo sportello sociale. Si può pensare ad una cittadina onoraria per lei anche da parte di Policoro? Mascia: “Su questo aspetterei un punto fermo in indagini che si trascinano da decenni. Quando avremo maggiore chiarezza sull'accaduto si potrà pensare anche a questo”. Sin qui il primo cittadino del centro jonico consapevole delle ferite che tali “cold case” hanno inferto nella sua comunità. Tra gli invitati alla “Giornata del ricordo” ci saranno, oltre ai familiari di Luca e Marirosa, i figli di De Mare, ucciso con due colpi di fucile il 26 luglio 1993 mentre arava un suo fondo a Scanzano Jonico ma con residenza e famiglia a Policoro; i parenti di Mario Milione, bruciato vivo nella sua auto nelle campagne di Ginosa (TA) tra il 16 ed il 19 ottobre del 2004 ma anche lui nato e vissuto nel centro jonico; i genitori di Giuseppe Passarelli, un giovane carabiniere nato nel comune del Metapontino vittima di un suicidio dai tantissimi lati oscuri avvenuto il 24 marzo 1997 nella caserma dei carabinieri di Cassano allo Jonio (CS).

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 10.12.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Cronaca. Policoro. Giornata del ricordo per non dimenticare i delitti irrisolti. Il sindaco Mascia accoglie la proposta di D'Alessandro e Di Pierri (Policoro futura). 2) Luca Orioli e Marirosa Andreotta. Un giallo di 30 anni intorno alla morte dei fidanzatini. 3) Omicidio Vincenzo De Mare. Traffico di rifiuti e depistaggi poi archiviazione. 4) La morte di Giuseppe Passarelli. “Fu suicidio” ma Libera sospetta la sparatoria. 5) Mario Milione. Nessun carnefice per il delitto e una lapide senza la data di morte. 6) Policoro. Tentato scippo e brutta caduta, adesso insegnante in pensione ricoverata a Potenza. 7) Il sindaco Mascia: “Siamo preoccupati. Scriverò al prefetto”. 8) Rotondella. Interrogazione dell'on. Florio (FI) e richiesta di accesso agli atti dell'avv. Bellizzi (Med no scorie). 9) Rotondella. Arci, sprechi alimentari. C'è “Avanzi popolo”. 10 Calcio. Eccellenza. Sarà un Metapontino nuovo di zecca nel match col Lagonegro. 10) Nova Siri. Si esibisce il duo Desiante-Dibattista. Concerto “Merry Christmas” di Musicarte.

sabato 9 dicembre 2017

CRONACA NERA. POLICORO ISTITUIRA' LA “GIORNATA DEL RICORDO” SUI DELITTI IRRISOLTI CHE RIGUARDANO SUOI CITTADINI. IL SINDACO MASCIA HA ACCETTATO LA PROPOSTA DI POLICORO FUTURA

DOMANI UN'INTERA PAGINA CON ARTICOLI E FOTO SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

IL CASO FIDANZATINI. DA SX: L'AVV. IVAN JURLO, OLIMPIA FUINA ORIOLI, L'AVV. NINO MARAZZITA "ASSEDIATI" DA CRONISTI E TELECAMERE

Il Comune di Policoro istituirà ufficialmente la “Giornata del ricordo” sui delitti irrisolti che riguardano suoi concittadini. Il sindaco Enrico Mascia (centrosinistra) ha fatto sua la proposta del gruppo politico Policoro futura, tramite Gianni D'Alessandro ed il consigliere comunale Gianni Di Pierri. Al centro dell'evento il caso dei “fidanzatini” Luca Orioli e Marirosa Andreotta, rinvenuti senza vita nella casa di lei in circostanze oggetto di depistaggi e false perizie; gli omicidi senza colpevoli di Vincenzo De Mare e Mario Milione; il suicidio “sospetto” del carabiniere Giuseppe Passarelli.

DOMANI UN'INTERA PAGINA CON ARTICOLI E FOTO SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

POLICORO. TENTATIVO DI SCIPPO IN PIENO CENTRO. INSEGNANTE IN PENSIONE IN NEUROCHIRURGIA AL SAN CARLO DI POTENZA

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POLICORO. IL LUOGO DEL TENTATIVO DI SCIPPO
POLICORO – Grave episodio di cronaca nera nel centro del Metapontino. Un tentativo di scippo avvenuto in pieno centro, in via Siris, il corso principale della città jonica, quello dello shopping, è costato alla vittima prima un accesso al pronto soccorso dell'ospedale Giovanni Paolo II e poi, dopo il trasferimento in eliambulanza, il ricovero in neurochirurgia al San Carlo di Potenza. L'inquietante episodio di criminalità si è verificato attorno alle ore 19 del 4 dicembre scorso anche se la notizia è trapelata soltanto ieri. Agli stessi carabinieri della locale Compagnia, infatti, non lontana fisicamente dal luogo del tentativo di rapina, la denuncia non è arrivata subito dopo l'evento per effetto della sua dinamica.

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POLICORO. PROPOSTA DI POLICORO FUTURA: “FIDANZATINI, S'ISTITUISCA LA GIORNATA DEL RICORDO. E S'INVITI OLIMPIA FUINA CHE DA 30 ANNI CERCA LA VERITÀ”

LA CONSEGNA DELLA CITTADINZANA ONORARIA AD OLIMPIA FUINA ORIOLI A CASALETTE (TO)
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 9.12.17
POLICORO - “Il Comune istituisca la Giornata del ricordo ed inviti Olimpia Fuina Orioli, la madre di Luca, in lotta dal 23 marzo 1988 (giorno in cui il corpo del ragazzo fu trovato senza vita insieme a quello di Marirosa Andreotta, ndr) per la giustizia e la liberta”. E' la proposta di Gianni D'Alessandro, del gruppo civico Policoro Futura, diretta all'amministrazione comunale ed inviata alla nostra redazione da Gianni Di Pierri, consigliere dello stesso schieramento. Ma ecco D'Alessandro: “23 marzo 1988. Una data triste per la città, nefasta per genitori che videro infrangersi sogni ed aspettative dopo la morte dei figli Luca e Marirosa. Un genitore non dovrebbe mai sopravvivere al proprio figlio ma quando questo accade può cercare di realizzare le aspettative e i sogni del figlio venuto a mancare tragicamente. È quello che da anni fa la mamma di Luca. Luca era un ragazzo brillante nei suoi 23 anni. Ed Olimpia da quel giorno ha indirizzato il suo amore materno verso la ricerca della giustizia e della libertà. Da 30 anni gira l'Italia, per far luce sull'accaduto, poco chiaro e avvolto da un alone di mistero forse condito da un pizzico di omertà. Ovunque sia andata Olimpia ha ricevuto attestati”. L'esponente di Policoro futura ha ricordato i conferimenti di cittadinanze onorarie, nel 2016 ad Alpignano (TO) e nel 2017 a Caselette (TO), e l'intitolazione a Luca dello sportello sociale di Massafra (TA). Allora? D'Alessandro: “In tutto questo periodo Policoro cosa ha fatto, oltre che rimanere sopito in un assordante silenzio? Ha dimenticato cosa ha dato Olimpia in termini intellettuali, morali e spirituali? Non intendiamo entrare nel merito giudiziario della vicenda ma pensiamo che sia venuto il momento di ricambiare in parte il ricevuto, invitando il Comune ad organizzare una Giornata annuale del ricordo invitando Olimpia, chi con lei sta lottando per la giustizia e la verità e chiunque abbia a cuore questa ricerca e non intenda girare la testa dall’altra parte”.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 09.12.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Matera. Clown in ospedale. Donare un sorriso è una missione. 2) Policoro. Proposta al Comune di Policoro futura: “Fidanzatini, s'istituisca la giornata del ricordo. E s'inviti Olimpia Fuina che da 30 anni cerca la verità”. 3) Scanzano Jonico. Iniziativa del M5s. Dibattito a più voci su cultura e sviluppo. 4) Stasera concerto all'Absolute cafè. I MinimAnimalist dal vivo a Policoro. 5) Si respira aria di Natale a Nova Siri. Appuntamento con i mercatini nel centro storico.

venerdì 8 dicembre 2017

NOVA SIRI. PITTURA E LETTERATURA INSIEME. UNA MOSTRA DI DIMATTEO, KARMACOMA E PADURARIU. FILOMENA HA LETTO LETTERE DI ANNA MARIA ORTESE

DA SX: ILIE PADURARIU, CARMINE FERRARA, GAETANO DIMATTEO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 8.12.17

Pittura e letteratura, insieme, oggi, a Nova Siri, in un evento organizzato dall'associazione Musicarte nell'atelier dell'artista Gaetano Dimatteo, in viale Siris 112. alle 16, la “vernice” della mostra “Dimatteo, Karmacoma, Padurariu”, con opere dello stesso maestro Dimatteo; di Carmine Ferrara, in arte Karmacoma; e di Ilie Padurariu. Il vernissage è stato preceduto da monologhi, poesie e lettura di lettere della grande scrittrice Anna Maria Ortese (nata a Roma nel 1914 e deceduta a Rapallo, nel marzo 1998; insignita del Premio Strega e del Premio Viareggio), a cura della poetessa ed attrice Rosanna Filomena. Lettere, alcune delle quali indirizzate proprio al pittore e scenografo Dimatteo, contenute nel volume “Pensare l’alba al fondo di una notte d’inverno. Lettere di Anna Maria Ortese a Patrick Mégevand (1978-1997)”, Philobiblon Edizioni, a cura di Patrick Mégevand e con postfazione di Adelia Battista. Musicisti in costume hanno allietato la serata. Patrocinio del Comune. E' intervenuta la presidente di Musicarte, Carmela Rita Carella. La mostra rimarrà aperta sino al 18 dicembre prossimo. Orario visite 9-12 e 16-20.30.

ARTI MARZIALI MISTE. IL MATERANO RUBINO SI AGGIUDICA IL SUO PRIMO SUCCESSO ALL'ESTERO. VINCE A LUGANO PUR CON UNA FRATTURA AL QUARTO METACARPO DELLA MANO DX

DA SX: FOSCARINI E RUBINO
RUBINO NELLA GABBIA OTTAGONALE

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 8.12.17

MATERA – Il campione di arti marziali miste (Mma) Angelo Rubino, nato nella città dei Sassi 29 anni fa, pur avendo riportato la frattura del quarto metacarpo della mano destra, ha vinto il suo primo combattimento all'estero, in Svizzera, nello spettacolare “Lugano in the cage”. Si è trattato di un importante galà di arti marziali tra cui quelle miste così denominate perchè durante gli incontri sono consentite sia di tecniche di percussione (calci, pugni, gomitate e ginocchiate) sia di lotta (proiezioni, leve e strangolamenti). A rendere ancora più “scenografici” e quasi “primordiali” i match c'è il fatto che essi si disputano su un tatami racchiuso in una gabbia ottagonale. Insomma, si tratta di una disciplina durissima di cui l'atleta materano, che vive a Verona, è uno dei protagonisti assoluti a livello nazionale. A Lugano, infatti, ha combattuto nella sfida definita “Main event”, quella “clou” della serata, contro un forte e esperto atleta italiano, Ismael "El sisma" Foscarini. Ebbene, il campione lucano ha vinto ai punti, per verdetto unanime, al termine di tre round disputati senza nessuna esclusione di colpi. Egli, inoltre, é stato premiato anche come miglior atleta della manifestazione. Continua, così, la scalata nel ranking delle Mma del lottatore nato a Matera giunto alla sua sesta vittoria in carriera su otto incontri sinora disputati. Ma ecco il suo amico Nicola Carella, coach dell'Associazione sportiva Black corner di Policoro: “A breve riveleremo il nuovo impegno del nostro forte fighter che a breve farà rientro in Basilicata e che, come sempre, si allenerà qui da noi”. A dimostrazione della durezza delle arti marziali miste sta proprio il fatto che Rubino ha vinto l'incontro contro Foscarini nonostante la frattura alla mano destra a seguito di un gancio da lui sferrato all'inizio del terzo round. Nonostante l'infortunio, però, egli è riuscito a proseguire e, addirittura, a vincere il match.

POLICORO. SOLIDARIETÀ SENZA CONFINI. CINQUE DEFIBRILLATORI DONATI AL COMUNE DI AMATRICE NEL CORSO DELLO SPETTACOLO DELL'ASSOCIAZIONE WORLD OF COLORS “UN BATTITO PER AMATRICE”. OSPITE DON ANTONIO MAZZI, FONDATORE DELLE COMUNITA' EXODUS

DA SX: DON MAZZI, MARIA TERESA PRESTERA, EUGENIO BENNATO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 8.12.17


POLICORO “L'arte e la bellezza debbono servire a cambiare il mondo. Perciò ho accolto l'invito a venire qui da voi. Anche per avere nel cuore Amatrice, la città vittima del disastro del terremoto”. Lo ha detto don Antonio Mazzi, fondatore delle Comunità Exodus, nella conferenza stampa che ha preceduto il grande spettacolo di beneficenza organizzato nel Palaercole dall'associazione “Wold of colors” per l'iniziativa “Un battito per Amatrice”. Iniziativa che ha prodotto la consegna di 5 defibrillatori consegnati a don Michele Ciliberti, responsabile nazionale dei Centri Padre Minozzi, che li ha ritirati al posto del sindaco della città laziale, Sergio Pirozzi. Il primo cittadino, infatti, non ha potuto partecipare perchè nel suo Comune si erano verificate altre scosse. “Non ho potuto lasciare la mia gente”, ha detto agli organizzatori. Proprio a don Mazzi ed a Pirozzi “Wold of colors” ha consegnato il “Premio alla solidarietà” che prende il nome da quello dell'associazione. “Il nostro impegno – ha detto la vicepresidente Maria Teresa Prestera - è stato dedicato prima all'Africa, poi ai Comuni della costa jonica, ed adesso ad Amatrice. Un modo per noi lucani, vittime di un disastroso terremoto, per essere vicini a chi a sofferto il nostro stesso dramma”. Da qui un'attività che dura un intero anno e che culmina con la serata del 7 dicembre, all'apertura delle festività natalizie. E testimonianze di solidarietà hanno dato tutti gli artisti protagonisti dell'evento presentati dai lucani Dino Paradiso, noto personaggio del cabaret nazionale, e Francesca Rodolfo, giornalista di Telenorba. Si tratta dei corregionali Maria Teresa Laurita, Mauro Tummolo e del gruppo dei Renanera; più Simone Cocciglia, vincitore del Premio Mia Martini 2017; i tre Gemelli di Guidonia; Pino Campagna, noto cabarettista da Zelig; Amara, cantautrice toscana; Grazia Di Michele, cantante con numerose partecipazioni al Festival di Sanremo; ed Eugenio Bennato, ambasciatore in Italia e nel mondo della musica popolare. Tutti hanno partecipato allo spettacolo con il solo rimborso spese ed hanno ringraziato l'organizzazione per l'invito. L'iniziativa “Un battito per Amatrice”, però, continua. “Contiamo di raccogliere fondi – ha concluso Prestera – per poter acquistare almeno altri due defibrillatori per dotare di questa strumentazione salvavita le aree che ospitano le casette del dopo terremoto”. 

 
L'AUSPICIO DI DON MAZZI: “VORREI UN MONDO SENZA SOLIDARIETA'”

POLICORO – Ma la solidarietà fa più bene a chi la riceve o a chi la fa? Abbiamo posto la domanda ad Eugenio Bennato, cantautore, e a don Antonio Mazzi, 88 anni, prete, come ama autodefinirsi, della strada, fondatore delle comunità Exodus per il recupero di tossicodipendenti con una sede nella vicina Tursi. “Sono tornato dall'Africa – ha risposto don Mazzi – dove ho visto i bambini di una missione dormire su materassi marci. E non avevano l'acqua. C'è qualcosa che non va. In genere si dice che la solidarietà fa più bene a chi la fa. Ma io, a questa veneranda età, sono stufo di fare del buonismo. Mi piacerebbe un mondo senza solidarietà. Gli artisti possono riuscire dove hanno fallito i politici”. E Bennato ha concordato pienamente.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 08.12.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Policoro. La solidarietà senza confini. World of colors dona 5 defibrillatori ad Amatrice. Spettacolo di solidarietà con Don Mazzi e tanti big. 2) L'auspicio di don Antonio Mazzi: “Vorrei un mondo senza solidarietà”. 3) Policoro. Bandi regionali “Inail-Poli innovativi per l'infanzia”. Ok a progetto del Comune per 2 milioni e 100mila euro. 4) Arti marziali miste. Il materano Rubino si aggiudica il suo primo successo all'estero. Vince a Lugano pur con una frattura al quarto metacarpo della mano dx. 5) Nova Siri. Una mostra di Dimatteo, Karmacoma e Padurariu. Filomena leggerà lettere di Anna Maria Ortese. 6) Policoro. L'Iis Pitagora rappresenta l'Italia nel progetto Erasmusplus “Welcome diversity at school”.

giovedì 7 dicembre 2017

SCANZANO JONICO. UN RUDERE IL MAGAZZINO DELLE FERROVIE DELLO STATO. E LA STAZIONE RISTRITTURATA E' SENZA BAGNI NE' SALA DI ATTESA. VIAGGIATORI AL FREDDO ED AL GELO SOTTO PENSILINA

IL RUDERE CADENTE. SULLO SFONDO GLI EDIFICI ABITATI

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 7.12.17

SCANZANO JONICO – E' un rudere, da oltre sei anni, il magazzino delle Ferrovie dello Stato ubicato nei pressi della stazione ferroviaria di piazza Verdi. Stazione recentemente ristrutturata ma off limits per il pubblico senza sala di attesa né bagni per eventuali bisogni fisiologici. Così i pochi che ancora si avventurano a viaggiare in treno sono costretti ad attendere sotto a due pensiline, una esterna, una nei pressi dei binari. Questa è la situazione che abbiamo trovato nel nostro ennesimo “sopralluogo” ad una struttura che ha avuto una storia “sfortunata”. Eppure nel 1902 vi arrivò, addirittura, un presidente della Repubblica, Giuseppe Zanardelli. Poi, la “Scanzano Jonico-Montalbano Jonico” ha vissuto la sua vita sino a quando, negli anni '90, l'amministrazione guidata da Mario Altieri, sulla scorta di una convenzione con le FFSS, l'adibì ad uffici della concessionaria dei tributi locali Ritrimat. Sino al trasferimento, anni dopo, in altri ambienti di questa società mista poi chiusa. Stazione e spazi annessi entrarono nel loro periodo più “buio”: sede della ditta vincitrice dell'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Il piazzale diventò parcheggio per i mezzi della Tradeco di Altanura con il magazzino a far da corollario. Compattatori, cassonetti, lavacassonetti facevano bella mostra di se a quanti si affacciavano ai finestrini dei pochi treni che circolavano e circolano sulla tratta Metaponto-Sibari. E vi risparmiamo gli “olezzi”. Allora? Allora accadde che nella notte del 6 marzo 2011 un incendio distrusse un camion e una spazzolatrice, acquistati di recente dalla ditta, custoditi all’interno del magazzino. Il tetto del deposito, con travi in legno, fu arso dalle fiamme e buona parte della struttura, quando i lavori di spegnimento erano ancora in corso, crollò. Insomma, si trattò anche in quel caso di uno dei tanti incendi, fortemente indiziati di dolo, che qualcuno definì “fuocherelli”. Incendio su cui indagò la Polizia di Stato. Da quella notte il magazzino-rudere è ancora lì, in bella evidenza. E pensare che a pochi metri, di fronte, passa la via Pietro Nenni per il mare e che vi sono edifici abitati ed anche accorsati esercizi ed uffici pubblici. Evidentemente il “pugno nello stomaco” di quella visione, a forte pericolo crollo, senza alcuna recinzione di protezione anche per gli addetti alle Ferrovie che spesso lavorano nel piazzale, non dà fastidio a nessuno. Come non dà fastidio a nessuno il fatto che una stazione ferroviaria sia completamente chiusa all'uso pubblico. Inferriate, infatti, impediscono l'accesso al locale dove una volta c'erano i servizi igienici. Ed inferriate chiudono i locali dove una volta c'erano la biglietteria e la sala di aspetto. Vecchi tempi che furono. Zanardelli si rivolterà nella sua tomba.

VIAGGIATORI AL FREDDO ED AL GELO

IL SOGNO DEL TERMINAL TRAVEL

SCANZANO JONICO – La Gazzetta, a più riprese, ha affrontato il problema della mancanza di un terminal bus. I viaggiatori, sia su pullman a lunga percorrenza, sia pendolari per i centri vicini, sia del servizio di trasporto locale, sono costretti ad attendere all'aperto, al sole cocente od al freddo ed al gelo. Alcuni proposero: perchè non realizzare nella stazione ferroviaria un “terminal travel”? Una struttura, cioè, terminale non solo agli autobus ma anche ai treni. Con locali per servizi pubblici (bar, biglietteria, edicola, e quant'altro) e sala di attesa. Il piazzale adiacente, poi, come parcheggio e manovra. Alcune Giunte comunali degli ultimi 20 anni ci hanno tentato. Senza riuscirci. Chissà che quella in carica, guidata da Raffaello Ripoli, non voglia riprendere in considerazione l'idea.

DA POLICORO UN BATTITO PER AMATRICE. SPETTACOLO DI BENEFICENZA AL PALERCOLE. TRA I TANTI BIG SUL PALCO EUGENIO BENNATO E GRAZIA DI MICHELE

PREMIO ALLA SOLIDARIETÀ AL SINDACO DELLA CITTA' LAZIALE SERGIO PIROZZI E A DON ANTONIO MAZZI, FONDATORE DELLE COMUNITA' EXODUS

UNA DELEGAZIONE DI WORLD OF COLORS COL SINDACO PIROZZI, AL CENTRO
EUGENIO BENNATO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 7.12.17

POLICORO - Spettacolo di beneficenza a Policoro, stasera, nel Palaercole, dalle 20.30, organizzato dall'associazione “Wold of colors” per l'iniziativa “Un battito per Amatrice”. Noti artisti si esibiranno per raccogliere fondi a favore del progetto lanciato dall'associazione policorese. Ed a don Antonio Mazzi, fondatore delle comunità Exodus, tra cui quella della vicina Tursi, ed a Sergio Pirozzi, sindaco della martoriata città laziale, saranno consegnati i premi “World of colors 2017”. Ma andiamo con ordine. Cominciamo dai cantanti e cabarettisti che animeranno il palco del Palercole. Tra questi Eugenio Bennato, notissimo ambasciatore in Italia e nel mondo della musica popolare già fondatore 50 anni fa della Nuova compagnia di canto popolare ed ora in tour per presentare "Canzoni di Contrabbando" con tante date anche all'estero. Non ha bisogno di presentazioni Grazia Di Michele, cantante con ben 15 dischi pubblicati e numerose partecipazioni al Festival di Sanremo. A Policoro, inoltre, sarà presente anche Amara, cantautrice toscana che presenterà i brani del suo secondo album, “Pace”. Farà sicuramente ridere, invece, Pino Campagna, noto cabarettista, da Zelig. Ma l'elenco non è finito. Si esibiranno, infatti, anche i tre Gemelli di Guidonia, protagonisti all'Edicola Fiore di Fiorello; più Simone Cocciglia, vincitore del Premio Martini 2017; ed i lucani Maria Teresa Laurita, Mauro Tummolo e Renanera. Presenteranno la giornalista di Telenorba, Roberta Rodolfo, ed il cabarettista “made in Lucania”, Dino Paradiso. Parteciperà il conduttore televisivo Paolo Del Vecchio. Ed ecco l'aspetto sociale della serata. Musica, cabaret e arti varie daranno il loro contributo per una causa dall'alto valore solidale: il finanziamento del progetto di cardio-protezione lanciato da “World of colors”, “Un battito per Amatrice”. Con il tale iniziativa saranno dotate di defibrillatori le aree che ospitano le soluzioni abitative provvisorie (le cosiddette casette) di quella parte del Lazio così duramente colpita dal sisma del 2016. Una delegazione dell’associazione lo scorso 1 dicembre, unitamente a Don Michele Ciliberti, responsabile nazionale dei Centri Padre Minozzi, e di Del Vecchio, si è recata ad Amatrice dove è stata ricevuta in municipio. L’incontro, giunto a conclusione di una serie di contatti e collaborazioni già avviate che ora si stanno concretizzando, ha portato alla stipula di un protocollo d’intesa tra il Comune e la onlus del centro jonico. Il progetto si è articolato in tante iniziative svolte in collaborazione con le istituzioni, le scuole e le associazioni locali. Tra le tante, il 27 ottobre scorso, ricordiamo la raccolta fondi attraverso la serata di gala presso la Sala ricevimenti il Sigillo di Marconia. Il progetto si concluderà, tuttavia, proprio stasera con lo spettacolo dai tantissimi protagonisti. Sinora “Un battito per Amatrice” ha prodotto l'acquisto di sette defibrillatori con teca riscaldata che saranno consegnati oggi direttamente al sindaco Pirozzi.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 07.12.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Scanzano J. Chiusa la stazione ristrutturata e il magazzino delle Fs va in rovina. Allo scalo ferroviario senza sala di attesa né bagni. Solo due pensiline. 2) I disagi per la mancanza di una struttura. Non c'è terminal bus e la gente attende dìinverno al freddo ed al gelo. 3) Scanzano J. La Coldiretti organizza la Giornata del ringraziamento. 4) Spettacoli. Dal Materano un battito per Amatrice. Serata di beneficenza a Policoro. Tra i tanti big sul palco Eugenio Bennato e Grazia di Michele.

mercoledì 6 dicembre 2017

SCANZANO J. L'ANNUNCIO DEL MINISTRO CALENDA SU TWITTER: “PRIMA DELLE ELEZIONI POLITICHE LA CARTA DEI SITI DEL DEPOSITO UNICO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI”. SCANZIAMO LE SCORIE DRIZZA LE “ANTENNE”




LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 6.12.17
 
SCANZANO JONICO - Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, su Twitter, ha annunciato la possibile pubblicazione della Cnapi (Carta delle aree potenzialmente idonee) per la realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi d'Italia prima delle elezioni politiche. E ScanZiamo le scorie ha “drizzato” le antenne. “Ricordiamo – ha dichiarato Pasquale Stigliani, portavoce dell'organismo associativo nato lo stesso giorno, il 13 novembre 2003, in cui il Governo Berlusconi allora in carica decretò di ubicare il cimitero atomico del Belpaese nel centro del Metapontino - che nel mese di settembre abbiamo presentato 10 osservazioni puntuali al programma con il supporto tecnico della commissione scientifica sul decommissioning presieduta dai professori Giorgio Parisi e Massimo Scalia. Le abbiamo presentate con lo scopo di ottenere risposte adeguate al fine di chiarire cosa realmente si intenda per deposito nazionale; se le aree individuate possano considerarsi idonee ad ospitare (e per quanti anni) anche i rifiuti di alta attività; quanti saranno i volumi e le tipologie dei rifiuti radioattivi che dovrà ospitare; perché per l’individuazione delle aree siano stati utilizzati criteri discrezionali e non oggettivi con il quale vengono esclusi siti in gran parte del territorio nazionale che potevano essere coinvolti nella prima fase di individuazione, quasi dirottando la scelta a poche zone in Italia tra i quali anche quelle presenti in piccole aree della Basilicata. Infine, vogliamo conoscere per quali ragioni per i rifiuti radioattivi ad alta attività, che rimangono al momento il problema irrisolto nel mondo, si individua ancora impropriamente la soluzione geologica cosi come si voleva realizzare nel 2003 a Scanzano Jonico”. La conclusione? Stigliani: “La pubblicazione della Cnapi potrebbe arrivare senza aver recepito le osservazioni presentate. Se Calenda non vuol andare a sbattere contro un muro farebbe bene a rispondere e a tenere aperto il dialogo con i territori anziché twittare. Prima di prendere decisioni unilaterali ricordi che i cittadini non sono più disponibili ad accettare imposizioni. In particolare in quei territori come quello lucano che stanno già pagando con i rischi di uno sviluppo distorto locale un discutibile interesse nazionale”.

POLICORO. “SOGIN SAPEVA DELL'INQUINAMENTO MA TEMPOREGGIÒ NELLE INDAGINI PER APRIRE IL CANTIERE DELL'ICPF. ED IL CROMO ESAVALENTE SI TROVEREBBE GIÀ NEI TERRENI ESTERNI ALLA TRISAIA E NON SOLO NELLA FALDA. LO STRANO CASO DEL PROF. ZUCCHETTI”. LA DENUNCIA DELL'ASSOCIAZIONE COVA CONTRO

GIORGIO SANTORIELLO, IN PIEDI, E GIAMPAOLO FARINA

LA GAZZETTA DEDL MEZZOGIORNO 6.12.17

POLICORO - “Le fonti dell'inquinamento dell'area Enea-Sogin della Trisaia di Rotondella potrebbero essere più di una. Sogin (la spa deputata alla messa in sicurezza dell'impianto Itrec, ndr) sapeva della falda idrica contaminata ma non approfondì le indagini per aprire il cantiere dell'Icpf (Impianto di cementazione del prodotto finito, ndr). E nell'Itrec ci sono più fosse con rifiuti radioattivi”. Sono alcune delle accuse che Giorgio Santoriello, dell'associazione “Cova contro”, ha lanciato contro Sogin, Enea ed Arpab, nel convegno su “La disinformazione sul nucleare lucano”, organizzato dall'organismo di volontariato. Incontro cui ha partecipato anche Giampaolo Farina, della sezione lucana dell'Associazione medici per l'ambiente. Santoriello: “La legge consente che a fare la bonifica siano i responsabili della contaminazione. C'è conflitto di interessi. A Rotondella il cromo esavalente si trova già nei terreni esterni alla Trisaia e non solo nella falda. Ma Enea-Sogin e Comune non pubblicano le mappe. Noi ne abbiamo una. Gli inquinanti sono a macchia di leopardo nell'area. Le fonti di inquinamento potrebbero essere più di una”. Ed ancora: “Sogin, forse, sapeva da 2 anni prima della contaminazione segnalata nel giugno 2015 ma avrebbe temporeggiato nelle relative indagini per aprire il cantiere Icpf. Con palificazioni profonde più di 4 metri. Cosa hanno provocato in una falda inquinata?” Poi, il capitolo “fosse radioattive”: “In un documento parlamentare si parla di 4 monoliti. Sogin ha sempre discusso di uno solo, il 7.1. Negli atti abbiamo trovato il 7.2. Abbiamo chiesto spiegazioni: niente”. Ma ce n'è stato anche per Arpab: “Fu annunciata la visita alla Trisaia di una delegazione Euratom. I rilevatori della radioattività nell'aria erano fermi da tempo. Comprarono l'occorrente per far funzionare il più vicino al centro. Sistemi chiusi nei pressi di un sito atomico dismesso e inquinato. In un Paese normale alcune persone sarebbero andate in carcere”. Infine, Santoriello ha parlato dello “strano caso” del prof. Massimo Zucchetti: “Docente di fisica ed esperto di sorveglianza nucleare. Lo chiamammo 3 anni fa con l'ex amministrazione Leone. Facemmo un sopralluogo all'Itrec. Al ritorno l'ospite si isolò, fumò due sigari, salì in Comune e disse che ci avrebbe fatto avere sue notizie. Da allora non ci ha più risposto né al cellulare né su facebook”.


MARCO CITTERIO (ENEA): “ NIENTE POLEMICHE. STIAMO LAVORANDO ASSIDUAMENTE PER LA BONIFICA”

ROTONDELLA - “Non ci interessano le polemiche. Noi stiamo lavorando assiduamente per il disinquinamento del sito Enea-Sogin della Trisaia. Anzi, Speriamo di far arrivare al Comune la relazione per la rimozione del serbatoio e delle tubature dell'ex impianto atomico dismesso Magnox (ritenuto la probabile fonte di rilascio degli inquinanti, ndr) entro oggi”. Lo ha detto alla Gazzetta Marco Citterio, della Direzione centrale infrastrutture di Enea, quando gli abbiamo riferito delle accuse lanciate contro il suo ente e contro Sogin nel corso del convegno “La disinformazione sul nucleare lucano” svoltosi lunedì sera a Policoro. Così, ancora il tecnico Enea: “Le dirò di più. Con Sogin stiamo approfondendo la materia per fare un appalto in condizioni di urgenza e non ordinario. L'iter sarebbe più veloce. Ce ne sono le condizioni oggettive. Ed in questo caso la pressione mediatica ci è d'aiuto”.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 06.12.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Matera. Volontari in trasferta. I clown dell'Oasi del sorriso nell'ospedale della Murgia. 2) Policoro. Nucleare. La denuncia dell'associazione Cova contro: “Sogin sapeva dell'inquinamento ma temporeggiò nelle indagini per aprire il cantiere dell'Icpf”. Ed il cromo esavalente si troverebbe già nei terreni esterni alla Trisaia e non solo nella falda. 3) Marco Citterio (Enea): “ Niente polemiche. Stiamo lavorando assiduamente per la bonifica”. 4) Scanzano J. L'annuncio del ministro Calenda su Twitter: “Prima delle elezioni politiche la carta dei siti del deposito unico dei rifiuti radioattivi”. ScanZiamo le scorie drizza le “antenne”. 5) Motori. Sfogo del dimissionario presidente durante la cerimonia di premiazione dei vincitori del Tkl 2017. Il presidente Sandivasci passa la mano. 6) Saranno presentate oggi al Museo della Siritide. Le ultime scoperte archeologiche nei siti di Policoro e Tursi.

martedì 5 dicembre 2017

CALCIO. ECCELLENZA. POLICORO-SALANDRA 2-1

SELFIE VITTORIA POLICORO CALCIO

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 5.12.17

POLICORO: Pasquino, Corsini, Tarantino G., Simeone, Romano, Tedesco, Lucarelli, Tarantino V., Mele (20' s.t. Gorgoglione), Carluccio (20' s.t. Borraccia), Sabato (40' s.t. Faillace). All. Martino
SALANDRA: Maino, Luongo (37' p.t. Romanelli), Russo, D'Alessandro (37' s.t. Gagliardi), Gaydarzhy, Casalingo, Barbarito, Lavecchia (26' p.t. Tarquinio G.), Ragone, Angelastro, Tarquinio F.. All. Chetti
ARBITRO: Laurieri, di Matera
RETI: 16' Lucarelli; 15' s.t. Ragone; 25' Lucarelli (rigore)
NOTE: 35' s.t. Espulso Lucarelli.

POLICORO – Tre punti e la squadra del presidente Antonello Ripoli si è portata sulla stessa casella, a 16 lunghezze, occupata prima della gara dall'avversaria di ieri, il Salandra. Una vittoria nel segno di Antonio Lucarelli. Il numero 7 della compagine guidata dal mister Francesco Martino ha messo a segno una doppietta (al 16' del primo tempo ed al 25' della ripresa) e poi si è fatto espellere 10 minuti dopo. Il secondo gol su rigore è stato causato dai salandresi proprio sul funambolico attaccante. Nel taccuino del primo tempo solo azioni dei locali che hanno concretizzato dopo un veloce scambio Simeone-Lucarelli con quest'ultimo bravo a saltare un uomo ed a mettere a segno. Nella ripresa, al 15', il pari degli ospiti, con Nicola Ragone, lesto ad approfittare di uno svarione della difesa jonica. I bianco celesti di casa, però, non ci stavano a pareggiare. Così hanno ripreso ad attaccare sino al rigore siglato dal match winner di giornata.

ROTONDELLA. TANTI INTERROGATIVI SULL'IMPIANTO ATOMICO DIMENTICATO MAGNOX. PRODUCEVA BARRE PER CENTRALI NUCLEARI ED È RITENUTO RESPONSABILE AL 99% DELL'INQUINAMENTO DEL SITO DELLA TRISAIA. LE RISPOSTE DI MARCO CITTERIO (ENEA)

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 5.12.17
IL CAPANNONE EX MAGNOX, NEL SITO ENEA, OGGI ADIBITO AD UFFICI
ROTONDELLA – “Focus” sui “misteri” dell'impianto atomico dismesso Magnox, ubicato nell'area Enea della Trisaia. Una struttura venuta alla ribalta dopo che è stato scoperto l'inquinamento da cromo esavalente (sostanza tossica, mutagena e cancerogena) e trielina della falda idrica sottostante nell'ambito dei controlli per la messa in sicurezza dell'Itrec, l'altro impianto atomico dismesso dell'area Sogin, distante 200 metri dal primo, il 4 giugno 2015. Secondo Marco Citterio, della Direzione centrale infrastrutture di Enea, “la responsabilità dell'inquinamento è per il 99% di Magnox, attivo fino al 1988. Produceva barre di combustibile nucleare su scala industriale per le centrali italiane. Cromo esavalente e trielina facevano parte del suo ciclo produttivo”. Già. Tanti gli interrogativi, a questo punto, su Magnox, avviato nel 1960 e chiuso nel 1988. Perchè è stato realizzato su suolo oggi Enea e non su quello Itrec, dedito al nucleare? Quante tonnellate di barre ha prodotto? Dove sono finiti i suoi macchinari visto che oggi il capannone che li conteneva è destinato ad uffici? Che fine ha fatto la società Combustibili nucleari che ne deteneva la proprietà dopo passaggi con società anche inglesi? E perchè non sono stati rimossi anche il serbatoio e la tubatura? Cosa contengono queste due strutture considerate rifiuti nucleari ma in bella evidenza tanto che abbiamo potuto avvicinarci e fotografarli? Domande scaturite nell'opinione pubblica preoccupata dalla possibile migrazione degli inquinanti nella falda esterna alla Trisaia e dalle possibili ripercussioni su ambiente e salute umana. Domande “girate” allo stesso Citterio. Ecco le sue risposte: “Magnox è stato realizzato su suolo Enea, allora Cnen, perchè il nucleare era l'attività di tutta la Trisaia. Attività diversa da quella odierna. E l'area Itrec era già intasata di suo dal settore. Sulla quantità di barre prodotta non posso essere al momento preciso. Ma tutto il combustibile nucleare della centrale di Latina è stato prodotto qui. I macchinari dell'impianto furono smontati e trattati come rifiuti radioattivi e sono custoditi in Itrec. Enea, intanto, si è attivata per risalire alla storia della Combustibili nucleari, andata in liquidazione. Se risulterà al 100% che la responsabilità dell'inquinamento è di Magnox, noi, parte lesa, ci rifaremo delle spese del disinquinamento. Non sappiamo perchè non furono rimossi anche serbatoio e tubature. Ma abbiamo esaminato il liquido che contengono e se presentavano radioattività. Il contenuto non è contaminato da cromo esavalente e trielina e non c'è radioattività. Per noi l'inquinamento è storico, nel senso che si è verificato nel periodo di funzionamento dell'impianto anche se è stato accertato solo nel corso delle analisi dell'acqua di falda, nel giugno 2015”.



STIGLIANI (SCANZIAMO LE SCORIE): “TRISAIA DI ROTONDELLA, SUBITO BONIFICA E MASSIMA ATTENZIONE FINO AL COMPLETAMENTO DELLO SMANTELLAMENTO”
ROTONDELLA - “Le attenzioni di questi giorni sulle attività nucleari della Trisaia devono essere mantenute fino al completamento dello smantellamento di tutto l'impianto Itrec. Ed è necessario procedere con urgenza alla bonifica dell'area rimuovendone la contaminazione chimica”. Lo ha dichiarato Pasquale Stigliani, portavoce dell'associazione antinucleare ScanZiamo le Scorie, aggiungendo che “sulle attività della Sogin (la società pubblica incaricata dal Governo della messa in sicurezza dell'ex nucleare italiano, ndr) deve essere tenuto un faro sempre acceso. Non perdiamo altro tempo perchè corriamo il rischio di compromettere gravemente salute, economia agricola e turistica del territorio”. Stigliani ha concluso chiedendo “di ripristinare un monitoraggio indipendente sul sito Enea-Sogin”.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 05.12.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Rotondella. “Focus” sull'impianto atomico dimenticato Magnox. Produceva barre per centrali nucleari ed è ritenuto responsabile al 99% dell'inquinamento del sito della Trisaia. Marco Citterio, della direzione infrastrutture di Enea, risponde ad alcuni interrogativi. 2) Pasquale Stigliani, portavoce di Scanziamo le scorie: “Tenere un faro sempre acceso sulle attività di Sogin”. 3) Nova Siri. Sequestrati 11mila prodotti non sicuri made in Cina. 4) Calcio. Prima categoria. Policoro-Salandra 2-1.

lunedì 4 dicembre 2017

EQUITAZIONE. NIENTE GRAND PRIX FINALE A PARIGI. CHALOU SI INFORTUNA, FORFAIT DI GAUDIANO. IL PADRE GIOVANNI: “HA PREFERITO NON RISCHIARE”

GAUDIANO SU CHALOU A PARIGI
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 4.12.17
MATERA – Niente Grand Prix finale del Longines masters series di Parigi per Emanuele Gaudiano, il campione di equitazione materano doc. All'attesissimo appuntamento dell'ultimo fine settimana, dalle 15 di ieri, il 31enne carabiniere scelto non ha potuto partecipare per un leggero infortunio occorso in mattinata al suo cavallo Chalou. “Abbiamo deciso di non rischiare – ha spiegato alla Gazzetta il padre del campione, Giovanni - perchè la stagione sportiva è ancora all'inizio e ci sono tantissimi Concorsi importanti in calendario. Tra questi le altre due gare del Longines, la seconda ad Hong Kong e la terza ed ultima a New York. Emanuele dovrebbe essere tra gli invitati”. Insomma, è stato un vero peccato non poter gareggiare in una competizione con un montepremi altissimo, ben 300mila euro, anche perchè il portacolori italiano era in grandissima forma. Per la cronaca, tuttavia, il Grand Prix si è concluso con la vittoria del tedesco Daniel Deusser, in sella a Cornet d'Amour. Il cavaliere teutonico ha messo tutti d'accordo vincendo davanti al cavaliere di casa Simon Delestre, su Hermès Ryan di Layettes, ed all'americano Lauren Hough, su Ohlala. A Gaudiano, però, è rimasta la soddisfazione di essere stato stato tra quelli che hanno fatto risuonare l'inno del loro Paese nel magico Parc des Expositions Paris Nord Villepinte. Egli, infatti, è salito sul gradino più alto del podio, proprio in sella a Chalou, nella gara mista con ostacoli posti ad una altezza di 1,50 metri, la Masters one laiterie de Montaigu, svoltasi venerdì scorso. Una competizione in cui l'atleta lucano, portacolori dell'Italia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, ha messo in fila due percorsi netti e chiuso il barrage in un tempo velocissimo, 34,88 secondi, tanto da lasciarsi dietro ad oltre un secondo il belga Pieter Devos, in sella a Gin D, e il francese Edward Levy, terzo, su Sirius Black. Gli unici 3 binomi, sui 7 che avevano avuto accesso alla finalissima su 35 concorrenti, a siglare un doppio percorso netto.

ACCETTURA. INCONTRO TRA OPERAI FORESTALI, AMMININISTRATORI LOCALI, AREA PROGRAMMA: “FORESTAZIONE DA RIFORMARE”

L'INCONTRO DI ACCETTURA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 4.12.17

ACCETTURA - “Forestazione da riformare”. Tutti d'accordo nel centro della collina materana che ha tra i suoi residenti numerosi operai forestali nel corso di un incontro svoltosi in municipio tra gli addetti al settore, il sindaco Alfonso Vespe con il suo vice Antonio Trivigno, il primo cittadino di Stigliano Francesco Micucci, quello di Tursi, presidente anche dell’Area programma, Salvatore Cosma, ed il funzionario regionale di comparto Nicola Castronuovo. L’incontro era stato chiesto ed ottenuto dai lavoratori per esprimere il loro disappunto per la totale incertezza in cui vivono quotidianamente, con cantieri che partono in estate, proseguono in maniera saltuaria e finiscono ad inverno inoltrato, con il rischio di non raggiungere le 130 giornate contributive loro utili per ottenere il sussidio di disoccupazione. Da qui i toni accesi che si sono registrati nel corso della discussione. E' toccato agli amministratori locali raccogliere il malcontento diffuso cercando di spiegare che i ritardi nei pagamenti ed i disagi per le condizioni proibitive lavorative, soprattutto invernali, dipendono dalla Regione Basilicata che detiene le specifiche competenze. Vespe, Trivigno, Micucci e Cosma hanno evidenziato che sono con i forestali e che condividono le loro richieste auspicando una riforma del settore che permetta a tutti di lavorare con dignità e serenità. “Il mancato stanziamento dal parte dell’Unione Europea dei fondi destinati alla Regione per la forestazione – ha spiegato Castronuovo - ha portato ad un ritardo nei pagamenti e nello svolgimento dei progetti 2017. Per il 2018, oltre a verificare se si concretizzerà il passaggio di competenze al Consorzio di bonifica, come previsto in un un programma del Piano di sviluppo regionale, si prevede che le giornate lavorative inizieranno in un periodo compreso tra aprile e maggio. Intanto, per questi ultimi giorni del 2017, bisognerà attenersi alle procedure standard e portare a chiusura i cantieri ancora aperti”.

ARTICOLI PUBBLICATI OGGI, 04.12.17, SU LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO



1) Policoro. Dopo l'inquinamento chimico. La disinformazione sul nucleare al centro di un incontro dell'associazione Cova Contro. 2) Scanzano J. “ParliAMOne”, iniziativa del Comune contro la violenza di genere. Allo stadio, dalle 15, uomini contro donne per dare “Un calcio alla violenza” . 3) Accettura. Sindaci e lavoratori uniti. Forestazione, un settore da riformare. 4) Equitazione. Niente Grand Prix finale a Parigi. Chalou si infortuna, forfait di Gaudiano. Il padre Giovanni: “Ha preferito non rischiare”.

domenica 3 dicembre 2017

POLICORO. LA TAPPA DI “IO EQUIVALGO”, LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE ALL'USO DEI FARMACI EQUIVALENTI PROMOSSA DA CITTADINANZATTIVA-TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO. BASILICATA ULTIMA IN ITALIA PER CONSUMO DI QUESTI MEDICINALI. I LUCANI SPENDONO DI TASCA PROPRIA QUASI 12 MILIONI DI EURO L'ANNO PER ACQUISTARE PRODOTTI DI MARCA




LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 3.12.17

POLICORO – Lucani tartassati dai ticket del Servizio sanitario nazionale ma “autotartassati” nell'acquisto di farmaci di marca a sfavore di quelli definiti equivalenti o generici. Tanto da versare di tasca propria nelle casse delle case farmaceutiche titolari dei medicinali di marca o brand nei primi sei mesi del 2017 quasi 6 milioni di euro. Vale a dire circa 12 milioni annui. Un paradosso per una realtà con indici di povertà ben più alti di quelli della Provincia autonoma di Trento o dell'Emilia Romagna che sono al primo posto della classifica per il consumo di medicine “a basso costo”. La nostra regione, invece, è in fondo alla graduatoria tra tutte quelle del Belpaese. Tanto, almeno, è venuto fuori nel corso della giornata di sensibilizzazione all'uso dei generici “Io equivalgo”. Si tratta di una iniziativa nazionale organizzata da Cittadinanzattiva e dal Tribunale dei diritti del malato (Tdm) con tappa per la Basilicata nel centro jonico con un incontro coi giornalisti in municipio ed un “villaggio” informativo e partecipativo nella centralissima Piazza Eraclea. Ma perchè gli equivalenti non decollano? “Perchè – ha risposto Torino Aceti, coordinatore nazionale del Tdm nel corso della conferenza stampa tenuta con Maria Antonietta Tarsia, segretaria regionale di Cittadinanzattiva, ed Incoronata Bochicchio, coordinatrice lucana del Tdm - da noi sono arrivati venti anni fa mentre nel Nord Europa sono entrati nelle farmacie dieci anni prima. Ma ci sono anche motivi culturali che riguardano cittadini e medici. E girano molte fake news. Eppure si tratta di medicinali che hanno la stessa efficacia dei brand con la sola ed unica differenza che costano molto di meno. Si tratta, quindi, di un'opportunità di risparmio per i pazienti e per lo Stato. Più generici si consumano, infatti, più si ridurrebbe il prezzo di riferimento dei farmaci con benefici diretti ed immediati per il Servizio sanitario nazionale”. Ma cosa fare per incentivare il prodotto a “basso costo”? “Convincere i colleghi – ha risposto il sindaco-medico di Policoro, Enrico Mascia – a prescriverlo ed i cittadini ad usarlo”. “Introdurlo sempre più anche nelle corsie ospedaliere – ha aggiunto Antonio Carretta, farmacista territoriale della Asp di Potenza -. Ma la normativa vigente non impone la prescrizione del principio attivo né è possibile limitare le gare solo a questo tipo di farmaci. Che, tuttavia, sempre più spesso si aggiudicano i nostri appalti. Così stanno crescendo nel nostro prontuario”. “Spiegando a medici di famiglia ed ospedalieri – ha concluso il direttore generale della Asm, Pietro Quinto – che debbono sensibilizzare i loro pazienti ad usare questo genere di medicine. Che aumentano anche nel nostro prontuario ospedaliero. E' la strada per invertire la tendenza”.


IL RICONOSCIMENTO DI CITTADINANZATTIVA A VINCENZO GENOVESE: “PREMIATO PER AVER STRAPPATO UN SORRISO AD UNA BIMBA SPECIALE”
VINCENZO GENOVESE TRA MARIA ANTONIETTA TARSIA ED IL SINDACO ENRICO MASCIA
POLICORO - “Grazie per aver strappato un sorriso ad una bimba speciale”. Questa la motivazione incisa sulla targa-ricordo consegnata da Cittadinanzattiva a Vincenzo Genovese al termine della conferenza stampa svoltasi ieri mattina in municipio in occasione della giornata “Io equivalgo”. “Vincenzo – ha spiegato nel suo breve ma intenso indirizzo di saluto la segretaria regionale della Basilicata dell'organizzazione di volontariato, Maria Antonietta Tarsia, presente il sindaco del centro jonico, Enrico Mascia – è un maresciallo dei carabinieri così impegnato nel sociale tanto da meritare questo nostro riconoscimento. Un impegno volontario che la nostra organizzazione di cittadini conosce ed apprezza in particolare nell'assistenza ad una bambina diversamente abile. Da qui il nostro grazie”.

NUCLEARE. ROTONDELLA. LA GAZZETTA ENTRA NEL SITO ENEA-SOGIN. MAGNOX SVELA TUTTI I SUOI SEGRETI. VIAGGIO NELL'IMPIANTO EX COMBUSTIBILI NUCLEARI RITENUTO, AL 99%, RESPONSABILE DELL'INQUINAMENTO DA CROMO ESAVALENTE ED ALTRE SOSTANZE CHIMICHE

IL SERBATOIO E LE TUBATURE EX MAGNOX
IL CAPANNONE EX MAGNOX ORA ADIBITO AD UFFICI
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 3.12.17
ROTONDELLA – Visita nel sito Enea-Sogin ed ai luoghi ritenuti, sinora, i “simboli” dell'inquinamento da cromo esavalente (pericoloso inquinante perché tossico, mutageno e cancerogeno) e da altre sostanze chimiche della falda idrica sottostante al centro della Trisaia e dintorni: l'ex impianto Magnox ed il pozzetto SP35. Perchè sarebbero i “luoghi” dell'ennesimo attacco all'ambiente con possibili ripercussioni sulla salute umana nel Metapontino? Cominciamo dal Magnox. “La responsabilità dell'inquinamento – dichiarò al nostro giornale il 20 ottobre scorso Marco Citterio, della Direzione centrale infrastrutture di Enea - è per il 99% del Magnox, attivo fino al 1988. Produceva barre di combustibile nucleare per le centrali italiane. Cromo esavalente e trielina facevano parte del ciclo produttivo. Rimuoveremo la vasca e le tubature che contengono i reflui. Speriamo entro la primavera prossima”. E perchè sarebbe così importante il pozzetto SP35? Così ha scritto il dirigente dell'Arpab, Gaetano Santarsia, nel suo report del 1 settembre scorso inviato a tutte le autorità competenti: “Il cromo esavalente in concentrazioni superiori ai limiti normativi è presente solo nei piezometri interni al sito ma è presente in concentrazione più che doppia rispetto al limite anche nel piezometro più a valle idrogeologica (l'SP35, ndr). Tale piezometro era stato individuato nel Piano di caratterizzazione come ipotetico punto nel quale l'ente di controllo avrebbe dovuto verificare la conformità delle Concentrazioni soglia di contaminazione”. Così, accompagnati da Giuseppe Spagna, responsabile della gestione del centro Enea, al cui interno si trovano le due strutture, ci siamo recati sui presunti “luoghi del delitto”. Ed abbiamo verificato che nel capannone ex Magnox non c'è più traccia di attrezzature per la fabbricazione di barre della società Combustibili nucleari. All'interno solo uffici. L'“indiziato di reato” n. 1 dell'inquinamento, però, è al suo esterno sotto forma di un serbatoio e tubature da cui, si presume, sarebbero fuoriusciti gli inquinanti. Tubature messe allo scoperto da Enea proprio per verificare se vi fossero state perdite evidenti. Cosa che non è stata accertata. Sarà possibile dire la parola fine sul “giallo” solo dopo la rimozione che, si spera, possa avvenire entro il maggio 2018. Il pozzetto SP35, invece, è proprio al confine Sud del centro, lungo la strada periferica. Dieci metri a valle e siamo fuori dal perimetro del sito. E la falda idrica non ha confini.


LA BATTAGLIA (ENEA): “ENTRO LA FINE DI MAGGIO 2018 LA RIMOZIONE DI VASCHE E CONDOTTE E LA REALIZZAZIONE DEI NUOVI PIEZOMETRI”

L'ING. GIAMBATTISTA LA BATTAGLIA
ROTONDELLA - “Entro maggio prossimo, se Dio ci assisterà, contiamo di portare a termine i lavori di realizzazione dei nuovi 12 piezometri esterni al sito e di rimozione del serbatoio e della condotta ex Magnox”. Lo ha detto alla Gazzetta Giambattista La Battaglia, responsabile dell'ufficio tecnico dell'Enea della Trisaia, direttamente impegnato nell'elaborazione della documentazione necessaria per tentare di porre fine al più presto all'inquinamento da sostanza chimiche non radioattive della falda sottostante al centro Enea-Sogin che tanto preoccupa popolazioni, enti locali, associazioni ambientaliste. “Abbiamo già inviato – ha spiegato il nostro interlocutore – al sindaco di Rotondella, Vito Agresti, presidente della Conferenza di servizio sul caso, i progetti per la realizzazione di 11 nuovi pozzetti esterni più il rifacimento di uno che era collassato. Quattro saranno a ridosso dell'SP 35, il piezometro in cui è stata rilevata la più alta concentrazione di cromo esavalente (sostanza tossica, mutagena e cancerogena, ndr). Serviranno a tirar su tutta l'acqua possibile, come una sorta di “barriera idraulica”, al fine di eliminare le sostanze inquinanti. Il resto servirà a verificare l'estensione del fenomeno”. Sinora, dai dati Arbab, lo ricordiamo, è venuto fuori che nel pozzo SP 35 sono state trovate concentrazioni di cromo esavalente superiori ai limiti di legge e che in uno solo degli esterni i valori rinvenuti sono stati di poco oltre quelli soglia. Il tentativo, quindi, è di bloccare la migrazione degli inquinanti lungo una falda che, secondo Enea, è isolata ed è alimentata esclusivamente dall'acqua piovana tanto che, sinora, ne sarebbero stati estratti solo 5mila litri. Acqua smaltita dalla ditta appaltatrice, dopo l'opportuna caratterizzazione, come rifiuto non pericoloso. Ma ecco ancora La Battaglia: “Entro sette giorni manderemo a Rotondella anche la documentazione sulla rimozione delle strutture ex Magnox. Appena avremo l'ok dalla conferenza di servizio partiremo con le gare d'appalto e l'affidamento dei lavori. Faremo di tutto per concluderli, ripeto, entro maggio 2018”. 
IL POZZETTO SP 35
LA DENUNCIA DELL'INQUINAMENTO IL 4 GIUGNO DEL 2015. IL PIANO DI CARATTERIZZAZIONE, PERO', ANCORA NON C'E' MENTRE CROMO ESAVALENTE E TRICLOROMETANO SONO MIGRATI FUORI DAL SITO ENEA-SOGIN


ROTONDELLA – La denuncia del superamento delle Concentrazioni soglia di contaminazione per alcuni parametri chimici (trielina, cromo esavalente, ferro, idrocarburi totali), rispetto ai valori massimi consentiti, in punti di prelievo dell'acqua di falda nel sito atomico dismesso Itrec e nel Centro di ricerche Enea, fu resa pubblica il 4 giugno 2015 dalla Sogin. La società incaricata della messa in sicurezza dell'Itrec comunicò che “il superamento dei limiti è stato riscontrato per lo più nei piezometri dell'area gestita da Enea. I dati del monitoraggio indicano che le sostanze rinvenute nelle acque di falda superficiali non sono riferibili alle attività propedeutiche al decommissioning che Sogin conduce in Trisaia”. La conclusione? “Sogin ed Enea provvederanno a redigere il piano di caratterizzazione e a fornirne tempestiva informazione”. Piano di caratterizzazione ancora in fase di elaborazione nella Conferenza di servizio aperta nel Comune “nuclearizzato” della Basilicata. Cromo esavalente e triclorometano, intanto, sono stati rinvenuti anche in un pozzetto esterno al perimetro Enea-Sogin.